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nov 21, 2013 - lavoro    No Comments

Soluzioni e rimedi alternativi al licenziamento economico (o per giustificato motivo oggettivo)

Il lavoratore in procinto di essere licenziato per motivi economici ha la possibilità di proporre al datore di lavoro una serie di soluzioni alternative al licenziamento, le quali possono consentirgli di salvare il proprio posto di lavoro.

Spesso tuttavia il lavoratore non sa di avere questa possibilità o non conosce affatto i rimedi, alternativi al recesso, che possono essere sottoposti all’attenzione del datore di lavoro.

Ne consegue che il dipendente, quasi sempre, non sfrutta gli anzidetti strumenti alternativi, limitandosi ad attendere la tanto temuta comunicazione di licenziamento.

Da questo presupposto nasce l’esigenza della presente guida, il cui scopo è quello di esaminare tutti i possibili rimedi alternativi al licenziamento economico (nella trattazione ne sono analizzati ben 18) e quindi di fungere da punto di riferimento per quanti, lavoratori, sindacati e datori di lavoro, hanno la necessità di proporre o valutare soluzioni e strumenti alternativi al recesso.

Appare quindi da subito evidente l’estrema utilità della guida, realizzata con un linguaggio semplice e comprensibile a tutti, sulla base delle esperienze maturate sul campo.

Numerosi sono i precedenti giudiziari citati, i casi pratici, i riferimenti normativi e le note a corredo.

La guida costituisce un’opera unica nel suo genere, non essendo presente nulla di simile nell’intero panorama editoriale.

Essa si rivolge sia al lavoratore che al datore di lavoro.

In particolare il lavoratore potrà:

  • vagliare tutte le soluzioni alternative al suo licenziamento e proporre al datore di lavoro quelle ritenute più consone al caso specifico;
  • prepararsi a negoziare con il datore di lavoro;
  • sapere come va formalizzato l’accordo con il datore di lavoro;
  • conoscere i propri diritti;
  • valutare le conseguenze economiche scaturenti dall’accordo con il datore di lavoro;
  • sapere se il rimedio trovato è definitivo o solo temporaneo;
  • sapere cosa accade dopo l’accordo raggiunto con il datore di lavoro;
  • conoscere gli adempimenti cui è tenuto il datore di lavoro a seguito del raggiungimento dell’accordo.

Il datore di lavoro, dal canto suo, potrà …

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nov 21, 2013 - lavoro    No Comments

Soluzioni, strumenti e rimedi alternativi al licenziamento collettivo

L’apertura della procedura di licenziamento collettivo porta necessariamente ad un confronto tra datore di lavoro e sindacati.

In sede di trattativa le parti esaminano e discutono rimedi, strumenti e soluzioni che in qualche modo possono evitare o comunque ridurre i licenziamenti annunciati.

Qualunque sia la decisione presa, certo è che essa inciderà profondamente sul futuro del lavoratore e dell’azienda.

In particolare, questa fase delicata vede coinvolti sostanzialmente 3 soggetti:

  • il lavoratore, il quale si affida alle organizzazioni sindacali e si interroga sul proprio avvenire e su cosa lo aspetta;
  • il sindacato, che tenta di gestire al meglio la trattativa con il datore e di negoziare con esso un risultato soddisfacente per la forza lavoro;
  • il datore di lavoro, orientato a perseguire i propri (legittimi) interessi e, possibilmente, ad usufruire delle agevolazioni che, in alcuni casi, l’ordinamento giuridico gli riconosce.

Se questo è il quadro generale, risulta evidente l’esigenza della presente guida, il cui scopo è quello di esaminare tutti i possibili rimedi alternativi al licenziamento collettivo (nella trattazione ne sono analizzati ben 18) e quindi di fungere da punto di riferimento per quanti, lavoratori, sindacati e datori di lavoro, hanno la necessità di proporre o valutare soluzioni e strumenti alternativi al recesso.

Tutto questo è contenuto nella guida, realizzata con un linguaggio semplice e comprensibile a tutti, sulla base delle esperienze maturate sul campo.

Numerosi sono i precedenti giudiziari citati, i casi pratici, i riferimenti normativi e le note (quasi 200) a corredo.

La guida costituisce un’opera unica nel suo genere, non essendo presente nulla di simile nell’intero panorama editoriale.

Essa si rivolge sia al lavoratore che al datore di lavoro.

In particolare il lavoratore, in alcuni casi per il tramite del sindacato, potrà:

  • vagliare tutte le soluzioni alternative al suo licenziamento e proporre al datore di lavoro quelle ritenute più consone al caso specifico;
  • prepararsi a negoziare con il datore di lavoro;
  • sapere come va formalizzato l’accordo con il datore di lavoro;
  • conoscere i propri diritti;
  • valutare le conseguenze economiche scaturenti dall’accordo con il datore di lavoro;
  • sapere se il rimedio trovato è definitivo o solo temporaneo;
  • sapere cosa accade dopo l’accordo raggiunto con il datore di lavoro;
  • conoscere gli adempimenti cui è tenuto il datore di lavoro a seguito del raggiungimento dell’accordo;
  • conoscere le conseguenze cui va incontro in caso di rifiuto delle proposte, alternative al licenziamento, sottopostegli dal datore di lavoro.

Il datore di lavoro, dal canto suo, potrà …

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set 22, 2013 - lavoro    No Comments

Il licenziamento collettivo. Modulistica e formulario per gestire la procedura e impugnare il recesso

Il presente formulario racchiude tutta la modulistica necessaria per intimare e per difendersi da un licenziamento collettivo.

Esso è pertanto utile sia al datore di lavoro che al lavoratore.

In particolare, il datore di lavoro potrà:

  • avviare e gestire la procedura di licenziamento collettivo;
  • fissare incontri e stipulare accordi con la controparte sindacale;
  • stipulare accordi con il lavoratore;
  • effettuare le comunicazioni previste dalla legge;
  • attestare il possesso dei requisiti occupazionali;
  • licenziare il lavoratore.

Il lavoratore, invece, potrà:

  • stipulare accordi che prevedano soluzioni alternative al licenziamento collettivo;
  • stipulare accordi transattivi e incentivanti con il datore di lavoro;
  • impugnare il licenziamento collettivo;
  • chiedere l’esperimento del tentativo di conciliazione;
  • proporre ricorso avverso il licenziamento collettivo.

 

Il formulario comprende modelli, schemi, esempi, fac simile, lettere, comunicazioni, richieste, accordi, sui seguenti punti …

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mag 14, 2013 - lavoro    No Comments

Nel giudizio sull’impugnazione del licenziamento, possibile saltare la prima fase con l’accordo delle parti

La questione.

La riforma Fornero ha introdotto una corsia giudiziaria preferenziale per i licenziamenti intimati dalle aziende con più di 15 dipendenti nello stesso Comune, o comunque con più di 60 dipendenti sull’intero territorio nazionale.

La prima fase dinanzi al Giudice del Lavoro, infatti, si svolge in tempi molto stretti e si conclude con un’ordinanza, la quale dà provvisoriamente ragione ad una delle parti.

Avverso tale ordinanza, la parte soccombente può proporre opposizione dinanzi allo stesso tribunale.

Si apre così una seconda fase, i cui tempi sono maggiori rispetto alla prima e nella quale le parti possono svolgere attività che possono ulteriormente prolungarne la durata.

La seconda fase viene decisa con sentenza.

A questo punto può dirsi concluso il primo grado di giudizio.

La bipartizione del primo grado nelle due fasi ha sollevato numerose critiche nei confronti della riforma Fornero.

Se l’intento era quello di abbreviare i termini del procedimento, la riforma sembra andare in senso opposto.

Vero che i tempi della prima fase sono brevissimi, tuttavia se a questi si sommano quelli della seconda fase, l’intento acceleratorio sembra svanire.

Non solo.

Se si considera che avverso la sentenza di primo grado, ottenuta dopo due fasi del procedimento, la parte soccombente può proporre appello e successivamente ricorso per cassazione, ben si comprendono le critiche.

Per giungere ad una decisione definitiva, infatti, le parti dovranno affrontare ben quattro step (il primo grado, diviso in due fasi, l’appello ed il ricorso in cassazione), rispetto ai tre precedenti (primo grado in unica fase, appello e ricorso in cassazione).

La posizione del Tribunale di Piacenza.

Sulla materia ha avuto modo di pronunciarsi la Sezione Lavoro del Tribunale di Piacenza, con la recente ordinanza 16 gennaio 2013.

Nel giudizio le parti, d’accordo tra loro, hanno chiesto di …

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apr 29, 2013 - lavoro    No Comments

L’avvio della procedura di licenziamento collettivo non determina di per sé pregiudizio

La vicenda.

Una grossa azienda giunge a concludere un accordo con diverse sigle sindacali. Rimane escluso dall’intesa un noto sindacato nazionale.

In esecuzione dell’accordo, l’azienda procede ad una serie di assunzioni, lasciando però fuori i dipendenti aderenti al sindacato non firmatario.

Il sindacato, ritenendo configurata una discriminazione collettiva ed individuale ai danni dei propri iscritti, propone ricorso dinanzi al Giudice del Lavoro.

Chiamato a pronunciarsi sulla questione è il Tribunale di Roma, il quale, con ordinanza del 21 giugno 2012, riconosce le ragioni del sindacato ed ordina l’assunzione di 145 lavoratori iscritti al medesimo.

Il Tribunale ordina altresì di mantenere, per le assunzioni future, una percentuale (pari all’8,75%) in favore degli aderenti al sindacato ricorrente.

In secondo grado la Corte d’Appello di Roma …

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apr 5, 2013 - lavoro    No Comments

Licenziamento collettivo e comunicazione obbligatoria

La vicenda.

Un’azienda decide di aprire una procedura di licenziamento collettivo.

Al termine del confronto con il sindacato, viene raggiunto un accordo, il quale prevede un esubero di 40 dipendenti e fissa i criteri oggettivi da seguire per la scelta dei lavoratori da collocare in mobilità.

Tra i lavoratori licenziati vi è anche un informatore scientifico, al quale viene contestato un calo di fatturato nella zona di competenza.

Il lavoratore impugna il licenziamento dinanzi al Giudice del Lavoro.

Chiamato a pronunciarsi sulla questione è il Tribunale di Cosenza, il quale dà ragione al dipendente.

La motivazione.

Secondo il Tribunale, al termine della procedura di licenziamento collettivo, l’azienda deve …

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nov 28, 2012 - lavoro    No Comments

Licenziamenti ed esuberi annunciati alla Adecco: siglata l’ipotesi di accordo con i sindacati

In data 16 novembre 2012 è stata siglata un’ipotesi di accordo tra il Gruppo Adecco Italia e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative.

Questi i punti dell’accordo:

· conferma dell’orario di lavoro a 38 ore settimanali;

· rinnovo degli attuali contratti part time;

· pianificazione annuale del piano ferie 2013;

· possibilità di prorogare …

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